Questa mattina, sul sito UAAR è stata pubblicata la dichiarazione emessa dal Ministro della Gioventù Giorgia Meloni, la quale ieri sera, alla convention del Popolo della Libertà ad Arezzo, ha dichiarato testualmente che lei è "stufa di vedere burocrati europei che stanno lì a sindacare se si possa appendere un crocifisso nelle scuole".
Ma non perché lei pensa che non sia un problema all'altezza del Parlamento Europeo: tutt'altro. Ha sostenuto liberamente la tesi secondo cui "la maggioranza degli italiani lo vuole e questo vale anche per uno stato laico", e quindi, nel caso in cui qualcuno si dovesse offendere, gli consiglia "di prendere in considerazione l’idea di andare a vivere da qualche altra parte del mondo".
A questa proposta, ha risposto immantinente il blog, inviando presso il suo Ministero (info@gioventu.it) la seguente lettera:
Gentile Ministro,
vorrei inviarLe le mie personali considerazioni a riguardo delle sue dichiarazioni emesse ieri sera, durante la convention del Pdl ad Arezzo, in cui ha dichiarato che "coloro che sono contrari ai crocifissi nelle scuole, possono andarsene a studiare all'estero".
A parte il fatto che si tratta di una sentenza decisamente sconsiderata, visto che Lei è il Ministro della Gioventù e che, anziché tutelare la migliore istruzione possibile per i giovani che Lei rappresenta in Parlamento, per poi sfruttarne le capacità e competenze in futuro, li invita ad andarsene se non vogliono assistere alla trasgressione della Laicità dello Stato, elemento chiave della Costituzione Italiana.
A parte questo, dicevo, pare sia necessario ricordarLe che lo Stato Italiano stimi come un grave problema quel fenomeno denominato "fuga dei cervelli" dall'Italia, che vede numerosi dei nostri ricercatori, ingegneri, dottori, scienziati trasferirsi all'estero per poter trovare l'occasione di mettere in pratica la loro professione e la loro intelligenza. Ed è per questo che la sua sentenza è di una sconsideratezza unica, emessa nel periodo sbagliato, e per di più che lascia trapelare due idee diverse, ma aventi un punto in comune: la negatività.
La prima idea che lascia intendere la Sua infelice considerazione di ieri, è che Lei pare non aver chiara la situazione lavorativa attuale. Il ché è strano, visto che tutti quanti noi sappiamo quanto la crisi economica stia influendo sulle famiglie e, conseguentemente, sui giovani italiani; e vedere come un Ministro non ne abbia la percezione, non è un fatto granché consolante, perché o significa che questo Ministro non s'interessa dello stato del Popolo che rappresenta, oppure che questo stesso Ministro viva in un mondo per nulla intaccato da problemi economici. E questo già si sapeva, ma innervosisce - mi creda - sentirselo dire palesemente e con tale sfacciataggine. Per assicurarLe che non sto delirando, le spiegherò come si giunge a questa conclusione. Se Lei, Ministro della Gioventù, pronuncia inviti a trasferirsi all'estero ai giovani italiani, solo per il fatto di non accettare un crocifisso appeso nelle Scuole Pubbliche e costituzionalmente Laiche, sta palesando come non siano accetti gli aiuti futuri che gli stessi giovani che Lei invita ad andarsene potranno offrire, ad istruzione terminata.
La seconda strada secondo cui può essere interpretato il suo "consiglio", è diversa ma, come detto, altrettanto preoccupante. Pare che Lei si faccia liberamente beffa di quell'articolo della Costituzione Italiana che dice che il nostro Stato è Laico. Ciò significa, ma è ovvio che Lei lo sappia, che in Italia si dovrebbero distinguere lo Stato dalla Chiesa, e i due enti che da sempre hanno rivaleggiato, non possono essere accomunati. In una Scuola Laica, quindi, sebbene ci sia sempre stato, un crocifisso (simbolo della Chiesa) risulta, logicamente e costituzionalmente, inappropriato. Invitando i giovani atei, agnostici, razionalisti, laici, stoici o di qualsivoglia pensiero non cristiano o, addirittura, non cattolico, ad andarsene all'estero se non tollerano il calpestare, da parte dei nostri governatori, un articolo della Costituzione come quello sulla Laicità, Lei sta proibendo ai nostri giovani di utilizzare liberamente (liberamente, sì! da Libertà, proprio quella cosa rappresentata dalla "L" finale nel nome del Suo partito) il proprio pensiero perché, se dovessero farlo, il loro Ministro gli ha già consigliato di andarsene all'estero. Perché? Qui avrebbero vita difficile? Perché in Italia non potranno educare i loro figli ad usare la loro ragione senza subire gli influssi cristiano-cattolici? O perché ad uno scienziato, ad un dottore, ad un chimico, ad un ingegnere ateo, Lei preferisce un popolo di sole massaie, pastori e manovali (con tutto il rispetto per le massaie, per i pastori e per i manovali, mi creda) religiosi?
L'ultima considerazione che voglio farLe, è su ciò che ha palesemente evidenziato e dichiarato. Il ché è un qualcosa estremamente grave, perché porta a concludere che il nostro Ministro della Gioventù, che dovrebbe guardare al futuro tanto quanto al presente, non ha una minima idea di come il mondo si stia evolvendo.
La Globalizzazione, Ministro, è un fenomeno in atto in ogni parte del Mondo Occidentale. L'accettazione delle razze, dei pensieri e delle culture altrui (un po' come quello che predicava quel signore che sta sul Suo caro crocifisso) è l'emblema della società odierna e futura. Occludendo il proprio Ministero ed i giovani ad un sottostare continuo, imperterrito ma anche inutile e retrogrado alle leggi morali ed alle usanze clericali tipiche dei secoli ormai trascorsi, lo sguardo al futuro appare lontano. E un Ministro della Gioventù così conservatore, più che rappresentare un Ente politico credibile, rappresenta un paradosso.
Ministro: è più importante il contributo che i giovani che Lei rappresenta in Parlamento possono dare allo Stato, o un crocifisso in un'aula? Pare che la risposta Sia chiara: preferisce avere i suoi rappresentati all'estero, pur di avere un simbolo cattolico nelle Scuole.
Il mondo si divide in due categorie, Ministro: c'è chi pensa con la sua testa, e chi crede a ciò che gli dicono gli altri.
Chi pensa, è stato invitato ad andarsene. Speriamo non si segua il Suo consiglio.
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24/01/10
13/11/09
Questione crocifissi: Stato e delinquenti contro l'Europa
Dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sulla rimozione dei crocifissi dalle aule delle scuole pubbliche, come si sa, lo Stato italiano ha avviato una campagna in controtendenza al resto delle nazioni europee, dichiarando il crocifisso come simbolo della tradizione e della storia cattolica italiana, e rendendo illegittima la dichiarazione della Corte Europea di Strasburgo.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, insieme a tutta la sua schiera politica, si è dichiarato decisamente contrariato dalla decisione presa in Europa, e ha annunciato pubblicamente che l'Italia non seguirà la direzione presa dal resto delle Nazioni europee. Insieme allo schieramento di Centro-Destra, ovviamente, troviamo il Vaticano, il quale persevera nel voler mettere un proprio parere in ciò che è italiano, ossia al di fuori dai propri confini.
Lo Stato laico-cattolico italiano si trova dunque nuovamente coinvolto in un problema che non riguarderebbe mai uno Stato semplicemente laico.
Sul fronte prettamente scolastico, il nostro Ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini non ha perso tempo a presentare ricorso alla Corte Europea, mentre sui fronti politici in generale diverse sono state le reazioni. Come detto, la Destra e il Centro-Destra hanno utilizzato qualsiasi definizione dispregiativa esistente per descrivere la sentenza della Corte di Strasburgo, ma anche a Sinistra non si è scherzato: Pierluigi Bersani, leader del Partito Democratico, ha dichiarato che "su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto". Inoltre ha affermato che "un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno". E la sua aassenza lo sarebbe?
La CEI non ha evitato di esporsi nei nostri giornali e nelle nostre TV nazionali, che sono state infestate dai pareri contrari a questa decisione da parte di religiosi, oltre che, come detto, di politici - ci tengo a ripeterlo - di entrambi gli schierameti parlametari.
In un clima di contestazione generale, quindi, in cui gli spazi d'espressione per coloro che approvano la laicità delle scuole italiane, la libertà ed il diritto di non essere obbligati ad avere di fronte il simbolo di una religione, questi spazi, dicevo, sono estremamente limitati se non addirittura inesistenti; in un clima in cui il Presidente del Consiglio dichiara pubblicamente che in Italia, nonostante la sentenza europea, i crocifissi resteranno appesi nelle aule delle scuole pubbliche; in un clima in cui il Vaticano interviene quotidianamente con le sue prediche illegittime (in quanto inerenti le scuole pubbliche di uno Stato laico come l'Italia), le conseguenze erano abbastanza ipotizzabili.
Ieri mattina i soliti idioti hanno cominciato con gi atti vandalico-minatori.
Sono già state ricevute, sia da parte del cittadino che presentò ricorso alla Corte di Strasburgo, sia da parte di alcuni membri dell'UAAR, che ha sostenuto questa causa, delle lettere minatorie ed irte di insulti.
Ieri mattina degli aderenti a Lotta Studentesca, gruppo vicino a Forza Nuova, ha fatto irruzione nella sede del Partito Radicale a Roma facendo scoppiare una bomba carta, lanciando volantini ed affiggendo tre crocifissi sul muro.
Ieri pomeriggio sulla porta della sede dell'UAAR di Treviso è stata trovata la scritta "la vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione", e sul manifesto è stato appeso un crocifisso.
Lo Stato interverrà per fermare questi atti vandalici, o continuerà a fomentarli andando contro la laicità costituzionale?
Qualcuno cercherà di non far sfociare questi primi atti intimidatori in vere e proprie violenze, oppure il nostro Governo li sosterrà?
Il Vaticano sarà contrario alla violenza di questi facinorosi, oppure, visto il rischio di perdere un posto in prima fila nella vita dei nostri bambini, e quindi nel futuro dell'Italia, rinnegherà anche quel principio?
Cercheremo di seguire gli sviluppi di questo principio di rivolta portata avanti da persone che, nel 2009, pare non abbiano acquisito grandi sviluppi progressisti dai fanatici religiosi del XVII secolo.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, insieme a tutta la sua schiera politica, si è dichiarato decisamente contrariato dalla decisione presa in Europa, e ha annunciato pubblicamente che l'Italia non seguirà la direzione presa dal resto delle Nazioni europee. Insieme allo schieramento di Centro-Destra, ovviamente, troviamo il Vaticano, il quale persevera nel voler mettere un proprio parere in ciò che è italiano, ossia al di fuori dai propri confini.
Lo Stato laico-cattolico italiano si trova dunque nuovamente coinvolto in un problema che non riguarderebbe mai uno Stato semplicemente laico.
Sul fronte prettamente scolastico, il nostro Ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini non ha perso tempo a presentare ricorso alla Corte Europea, mentre sui fronti politici in generale diverse sono state le reazioni. Come detto, la Destra e il Centro-Destra hanno utilizzato qualsiasi definizione dispregiativa esistente per descrivere la sentenza della Corte di Strasburgo, ma anche a Sinistra non si è scherzato: Pierluigi Bersani, leader del Partito Democratico, ha dichiarato che "su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto". Inoltre ha affermato che "un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno". E la sua aassenza lo sarebbe?
La CEI non ha evitato di esporsi nei nostri giornali e nelle nostre TV nazionali, che sono state infestate dai pareri contrari a questa decisione da parte di religiosi, oltre che, come detto, di politici - ci tengo a ripeterlo - di entrambi gli schierameti parlametari.
In un clima di contestazione generale, quindi, in cui gli spazi d'espressione per coloro che approvano la laicità delle scuole italiane, la libertà ed il diritto di non essere obbligati ad avere di fronte il simbolo di una religione, questi spazi, dicevo, sono estremamente limitati se non addirittura inesistenti; in un clima in cui il Presidente del Consiglio dichiara pubblicamente che in Italia, nonostante la sentenza europea, i crocifissi resteranno appesi nelle aule delle scuole pubbliche; in un clima in cui il Vaticano interviene quotidianamente con le sue prediche illegittime (in quanto inerenti le scuole pubbliche di uno Stato laico come l'Italia), le conseguenze erano abbastanza ipotizzabili.
Ieri mattina i soliti idioti hanno cominciato con gi atti vandalico-minatori.
Sono già state ricevute, sia da parte del cittadino che presentò ricorso alla Corte di Strasburgo, sia da parte di alcuni membri dell'UAAR, che ha sostenuto questa causa, delle lettere minatorie ed irte di insulti.
Ieri mattina degli aderenti a Lotta Studentesca, gruppo vicino a Forza Nuova, ha fatto irruzione nella sede del Partito Radicale a Roma facendo scoppiare una bomba carta, lanciando volantini ed affiggendo tre crocifissi sul muro.
Ieri pomeriggio sulla porta della sede dell'UAAR di Treviso è stata trovata la scritta "la vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione", e sul manifesto è stato appeso un crocifisso.
Lo Stato interverrà per fermare questi atti vandalici, o continuerà a fomentarli andando contro la laicità costituzionale?
Qualcuno cercherà di non far sfociare questi primi atti intimidatori in vere e proprie violenze, oppure il nostro Governo li sosterrà?
Il Vaticano sarà contrario alla violenza di questi facinorosi, oppure, visto il rischio di perdere un posto in prima fila nella vita dei nostri bambini, e quindi nel futuro dell'Italia, rinnegherà anche quel principio?
Cercheremo di seguire gli sviluppi di questo principio di rivolta portata avanti da persone che, nel 2009, pare non abbiano acquisito grandi sviluppi progressisti dai fanatici religiosi del XVII secolo.
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31/10/09
Perché la rimozione di un crocefisso in una scuola pubblica è considerato un problema? Lettera al Ministero dell'Istruzione
Salve, io vorrei porvi alcune questioni riguardanti un argomento che, in questi ultimi tempi, sta occupando parecchio spazio nei nostri giornali e reti televisive nazionali: la legittimità, o meno, della presenza del crocefisso nelle aule scolastiche italiane.
Premettendo che questo sia un argomento che potrebbe creare problemi sempre maggiori, personalmente mi auguro che il Ministero dell'Istruzione stia lavorando per trovare un'adeguata soluzione capace di arginare la potenzalmente dannosa problematicità della questioine.
Altrettanto personalmente, mi auguro anche che, nel momento in cui si sceglierà la misura da prendere in questo tema, vengano tenute bene a mente alcune componenti basilari, perché la decisione presa sia la più corretta possibile.
1- L'Italia è uno Stato dichiaratamente laico. Il fatto che esistano radici cristiane nella nostra cultura, non può escludere la laicità costituzionale dello Stato italiano, sicché ne consegue una libertà di pensiero (e di religione, in questo caso) che NON ci obbligherebbe a mantenere il crocefisso nelle aule delle nostre scuole pubbliche (le scuole private, se autofinanziate, in quanto private hanno tutti i diritti di ritenere la presenza del crocefisso elemento basilare per l'struzione, ovviamente; ma si parla di scuole private).
2- Il fenomeno della globalizzazione, dell'apertura delle frontiere, dell'ascesa straordinaria riguardante la facilità di comunicazione fra gli individui, ha fatto sì che il progresso andasse verso una direzione di tolleranza fra le altre culture, diverse dalla nostra, ed all'apertura a pensieri lontani e differenti dal nostro. Con questo, non sarebbe certamente corretto voler sbarazzarci delle nostre radici culturali, storiche e sociali. Giustamente lo Stato italiano deeve voler mantenere una propria identità e difendere la propria storia ed il proprio essere italiano. Ma l'apertura alle altre culture porta ad un naturale assemblamentto dei vari pensieri; assembamento che, per quanto possa essere ritenuto accettabile o non, rappresente il progresso, e se l'Italia vuole progredire insieme alle altre nazioni, deve, per necessità, acconsentire che questo assemblamento avvenga anche all'interno dei propri confini nazionali.
3- Così come una buona parte degli altri Stat europei, anche l'Italia, da alcuni anni a questa parte, si è trovata nella necessità di affrontare la questione migratoria. L'immigrazione, ricollegandomi al punto spiegato prima, fa parte integrante di quell'assemblamento dei vari pensieri culturali che costituisce il progresso vero e proprio. Progresso inteso sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista politico, culturale, morale e sociale. Per questo motivo l'immigrazione e l'apertura a popoli culturalmente distanti dal nostro diventa un fattore fondamentale, per il progresso italiano; e per questo motivo l'Italia dovrebbe sforzarsi ad accettare queste differenze culturali, che potrebbero contribuire grandemente alla crescita del nostro paese.
Fatte queste tre premesse, procedo ora con alcune domande:
1- Perché in uno Stato laico come l'Italia si sospendono professori scolastici per aver tolto un crocefisso dalla parete dell'aula?
2- Perché in uno Stato che guarda alla globalizzazione come base del progresso come l'Italia si sospendono professori scolastici per aver tolto un crocefisso dalla parete dell'aula?
3- Perché in uno Stato che deve salvaguardare l'immigrazione e l'accettazione di pensieri e popoli culturalmente lontani dal nostro come l'Italia si sospendono professori scolastici per aver tolto un crocefisso dalla parete dell'aula?
In attesa di una risposta, e sperando che questa questione la smetta di essere un problema,
Grazie per l'attenzione
Premettendo che questo sia un argomento che potrebbe creare problemi sempre maggiori, personalmente mi auguro che il Ministero dell'Istruzione stia lavorando per trovare un'adeguata soluzione capace di arginare la potenzalmente dannosa problematicità della questioine.
Altrettanto personalmente, mi auguro anche che, nel momento in cui si sceglierà la misura da prendere in questo tema, vengano tenute bene a mente alcune componenti basilari, perché la decisione presa sia la più corretta possibile.
1- L'Italia è uno Stato dichiaratamente laico. Il fatto che esistano radici cristiane nella nostra cultura, non può escludere la laicità costituzionale dello Stato italiano, sicché ne consegue una libertà di pensiero (e di religione, in questo caso) che NON ci obbligherebbe a mantenere il crocefisso nelle aule delle nostre scuole pubbliche (le scuole private, se autofinanziate, in quanto private hanno tutti i diritti di ritenere la presenza del crocefisso elemento basilare per l'struzione, ovviamente; ma si parla di scuole private).
2- Il fenomeno della globalizzazione, dell'apertura delle frontiere, dell'ascesa straordinaria riguardante la facilità di comunicazione fra gli individui, ha fatto sì che il progresso andasse verso una direzione di tolleranza fra le altre culture, diverse dalla nostra, ed all'apertura a pensieri lontani e differenti dal nostro. Con questo, non sarebbe certamente corretto voler sbarazzarci delle nostre radici culturali, storiche e sociali. Giustamente lo Stato italiano deeve voler mantenere una propria identità e difendere la propria storia ed il proprio essere italiano. Ma l'apertura alle altre culture porta ad un naturale assemblamentto dei vari pensieri; assembamento che, per quanto possa essere ritenuto accettabile o non, rappresente il progresso, e se l'Italia vuole progredire insieme alle altre nazioni, deve, per necessità, acconsentire che questo assemblamento avvenga anche all'interno dei propri confini nazionali.
3- Così come una buona parte degli altri Stat europei, anche l'Italia, da alcuni anni a questa parte, si è trovata nella necessità di affrontare la questione migratoria. L'immigrazione, ricollegandomi al punto spiegato prima, fa parte integrante di quell'assemblamento dei vari pensieri culturali che costituisce il progresso vero e proprio. Progresso inteso sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista politico, culturale, morale e sociale. Per questo motivo l'immigrazione e l'apertura a popoli culturalmente distanti dal nostro diventa un fattore fondamentale, per il progresso italiano; e per questo motivo l'Italia dovrebbe sforzarsi ad accettare queste differenze culturali, che potrebbero contribuire grandemente alla crescita del nostro paese.
Fatte queste tre premesse, procedo ora con alcune domande:
1- Perché in uno Stato laico come l'Italia si sospendono professori scolastici per aver tolto un crocefisso dalla parete dell'aula?
2- Perché in uno Stato che guarda alla globalizzazione come base del progresso come l'Italia si sospendono professori scolastici per aver tolto un crocefisso dalla parete dell'aula?
3- Perché in uno Stato che deve salvaguardare l'immigrazione e l'accettazione di pensieri e popoli culturalmente lontani dal nostro come l'Italia si sospendono professori scolastici per aver tolto un crocefisso dalla parete dell'aula?
In attesa di una risposta, e sperando che questa questione la smetta di essere un problema,
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